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Investire nell’oro ha ancora senso nel 2026?

Ma l’oro è davvero un investimento sicuro? Perché così tanti investitori stanno parlando di investire i propri soldi in questo metallo prezioso? Dal 2025 è iniziato un “rally” costante che ha portato il prezzo dell’oro ai nuovi massimi storici! …spinto dalle continue tensioni geopolitiche e dall’incertezza globale. E scommetto che ti stai chiedendo se è il momento giusto per comprare o se hai già perso il treno. In questo contenuto vedrai se investire in oro nel 2026 potrebbe ancora avere senso…oppure se comprare a questi prezzi record sarà il tuo peggior errore finanziario.

Esiste una regola NON scritta, che seguono tutti gli investitori alle prime armi… Quando un asset inizia a crescere esponenzialmente, tutti e dico TUTTI vogliono comprarlo. È istinto. Sembra la scelta ovvia; “NON voglio perdere il treno, sicuramente crescerà ancora molto” È un comportamento che abbiamo già visto con Nvidia, AI, Materie prime, e che rappresenta lo specchietto per le allodole di tutti gli investitori inesperti, soprattutto quando si parla del bene rifugio per eccellenza nel mezzo di una crisi globale.

Ma guardando ai dati storici, la realtà è molto diversa da quello che ti aspetti. E se stai aspettando il momento migliore per guadagnarci anche tu. beh, in questo video capirai perché speculare sull’oro potrebbe essere una scelta poco saggia. Nei prossimi minuti capiremo:

Se ha davvero senso continuare a comprare oro nel 2026…

Cos’è successo a chi ha comprato oro nel 1980 e nel 2011, e cosa ci insegna questo sui prezzi folli di oggi.

Quanto davvero rende l’oro rispetto alle azioni e perché cercare di specularci sopra è MOLTO rischioso…

Ed infine quando e quanto oro ha senso tenere in portafoglio?

Ma per capire se conviene comprare oggi ai massimi storici, dobbiamo prima guardare a cosa è successo nelle ultime due volte che l’oro ha toccato picchi record simili. Molti ragionano così: L’oro è sempre salito nel lungo periodo. È un bene rifugio sicuro. Anche se compro ora sui massimi, tanto salirà ancora, soprattutto in momenti di instabilità come quelli che stiamo vivendo…

Ecco, questo ragionamento nasconde un problema enorme. E capisco perché sembra logico. Guardando il grafico degli ultimi 50 anni, l’oro ha moltiplicato il suo valore decine di volte. Sulla carta sembra un investimento incredibile. Sembra impossibile perdere soldi. Ma guardiamo cosa è successo davvero a chi ha comprato ai massimi precedenti. Secondo i dati storici, nel gennaio 1980 l’oro ha toccato gli 850 dollari l’oncia durante la crisi iraniana, per la prima volta nella storia di questa materia prima.

È stato il picco assoluto di quell’epoca. Quel prezzo è stato toccato di nuovo soltanto nel 2008. Ventotto anni dopo. Chi ha comprato oro nel gennaio 1980 credendo che salisse ancora, è rimasto bloccato in perdita per quasi tre decenni. Ventotto anni di attesa solo per tornare in pari a livello nominale. Per chi non sapesse cos’è, quando si parla di valore nominale, significa il capitale che abbiamo investito, il numero sulla banconota per intenderci. Ma c’è da considerare la questione dell’inflazione. Perché quando si parla di denaro, NON possiamo cadere nella trappola della cifra di per se…

Dobbiamo considerare il valore REALE! Quello che compravi con 850 dollari nel 1980, oggi ti costa circa 3.400 dollari. Questo significa che, a prescindere dai prezzi record di oggi, chi ha comprato nel 1980 ha dovuto aspettare oltre quarant’anni per pareggiare l’inflazione e generare un vero profitto netto. Quasi mezzo secolo di attesa. Ti sembra un investimento efficiente? Ma soprattutto, sei sicuro di poterti permettere di aspettare 30 o 40 anni per tornare nell’investimento? E se questi soldi ti dovessero servire prima? Prendiamo l’esempio più recente.

Nel 2011, dopo la crisi finanziaria, l’oro è schizzato a 1.900 dollari l’oncia. Tutti compravano. Poi è crollato a 1.050 dollari e ci ha messo nove anni, fino al 2020, per tornare in pari. Quindi pensare ‘l’oro sale sempre, compro ora che è ai massimi’ ignora il fatto che l’oro ha periodi di stagnazione lunghissimi! E se ti servono quei soldi in quel periodo, sei con le spalle al muro. Perché o decidi di vendere in perdita, o devi aspettare 1 o più decenni! Fortunatamente c’è un modo per non cadere in preda all’ansia di perdere l’opportunità del secolo!

Ma per capirlo dobbiamo guardare a cosa rende l’oro ingannevole. Il primo aspetto fondamentale è che l’oro è una materia prima, non un asset produttivo. Fino al 1971, grazie agli accordi di Bretton Woods, il dollaro americano era agganciato all’oro. Il cambio era fisso: 35 dollari per un’oncia d’oro. Le banche centrali mondiali potevano letteralmente convertire i loro dollari in oro fisico. Tutto il sistema monetario globale si reggeva su questa garanzia americana. Ma nell’agosto del 1971, Nixon chiuse questa convertibilità.

Da quel momento il dollaro e l’oro non erano più correlati. Ma c’è un punto fondamentale: l’oro di per sé non produce nulla, è una riserva di valore. A differenza di un’azione, che rappresenta un’azienda che vende prodotti, fa profitti e distribuisce dividendi, l’oro è un “bene rifugio” Non genera flussi di cassa. Non paga cedole. Ma facciamo un esempio concreto.

Se nel 1994 avevi 100.000 euro da investire e li avessi messi tutti in oro, sfruttando le forti quotazioni attuali oggi avresti una cifra importante, intorno ai 700.000 euro. Sembra un trionfo assoluto, vero? Ma guarda l’alternativa: se avessi investito quegli stessi 100.000 euro nell’indice azionario S&P 500, reinvestendo i dividendi, oggi avresti sfiorato i 2.000.000 di euro.

La differenza? Nonostante l’oro sia sui massimi storici, ci sono ancora oltre un milione di euro di differenza a favore del mercato azionario. E attenzione, l’oro non è immune dai crolli. Durante il crash Covid di marzo 2020, mentre le borse crollavano, l’oro è sceso del 12% in dieci giorni. Questo ci porta al secondo punto cruciale: il costo opportunità nel tempo. Non stiamo dicendo di non investire in oro.

Serve come strumento di protezione. Quasi tutti i portafogli dovrebbero averne un po’ all’interno per diminuire la volatilità. Ma bisogna farlo con cautela ed evitare di specularci sopra ora che tutti ne parlano. Warren Buffett nella sua lettera agli azionisti del 2011 ha fatto un calcolo illuminante. Ha detto: se fondessimo tutto l’oro del mondo otterremmo un cubo di 20 metri per lato. Inutile. Con gli stessi soldi potremmo comprare tutte le terre agricole degli Stati Uniti più 16 volte la Exxon Mobil.

Le terre producono raccolti. Exxon produce profitti. Il cubo d’oro produce zero. Mettiamo che tu abbia 50.000 euro da investire oggi. Se li metti tutti in oro e questo ti rende l’1% reale annuo (generoso, guardando la sua storia secolare senza le fiammate speculative), tra 30 anni avrai circa 67.500 euro in termini di potere d’acquisto. Se invece investi quei 50.000 euro in un portafoglio azionario globale che rende il 7% reale, tra 30 anni avrai 380.600 euro. C’è poi un altro dettaglio: i costi dell’oro fisico.

Se compri un lingotto, paghi uno spread tra il 6% e il 10% rispetto al prezzo reale di mercato. Su 10.000 euro perdi 600-1.000 euro appena fai la transazione. Anche gli ETC sull’oro hanno costi di gestione. La domanda allora è: se nel lungo termine rende meno delle azioni e l’attesa può durare decenni, perché tenerlo? Il terzo aspetto fondamentale è che l’oro ha una correlazione praticamente zero con le azioni. Significa che quando le azioni crollano, l’oro spesso sale. È uno dei pochi diversificatori puri che esistono.

Ray Dalio ha costruito il famoso portafoglio “All Weather” per attraversare decenni di crisi. Quanto oro ha messo? Il 7,5%. Non il 50%. Il 7,5%. Anche Vanguard suggerisce un’allocazione tra lo 0% e il 5%. Aggiungere oro riduce la volatilità complessiva, ma abbassa i rendimenti attesi. È un trade-off: paghi un prezzo per dormire più tranquillo. Ma questo non significa comprarne all’impazzata oggi solo perché è sui massimi. Ma ora torniamo nel Dicembre 2018.

Sui mercati si scatenò il ‘Massacro della Vigilia di Natale’. Immagina di avere 200.000 euro tutti in azioni. Tra ottobre e dicembre, il mercato crolla del 20%. Il tuo capitale scende a 160.000 euro. Hai bruciato 40.000 euro in tre mesi. L’angoscia sale. La tentazione di vendere tutto per fermare l’emorragia è fortissima. Ecco cosa sarebbe successo con il 10% di oro nel portafoglio. Hai 180.000 euro in azioni e 20.000 euro in oro. Mentre le azioni perdono il 20%, l’oro sale del 7,5%. Le tue azioni perdono 36.000 euro, ma il tuo oro guadagna 1.500 euro. Il saldo finale segna una perdita di 34.500 euro invece di 40.000. Hai salvato 5.500 euro.

Psicologicamente, vedere che una parte del portafoglio “regge” ti aiuta a non vendere in preda al panico. Questo è il vero ruolo dell’oro: farti dormire nei momenti di instabilità. E se dormi, non fai errori fatali. Ma funziona solo se la quota è piccola. Se hai il 50% in oro, nel decennio 2009-2019 mentre le azioni facevano +300%, il tuo portafoglio avrebbe reso la metà. Ricapitoliamo.

Abbiamo visto che comprare sui massimi storici può costarti decenni di attesa prima di tornare in vero guadagno.

Abbiamo visto che il costo opportunità rispetto alle azioni è enorme, a prescindere dai prezzi record di oggi.

E abbiamo visto che ha senso solo come diversificatore in percentuali piccole.

Quindi, oggi ha senso comprare oro? E quanto? La risposta dipende dal perché lo vuoi.

Se lo compri perché “ha toccato i massimi e tutti ne parlano”, stai comprando le emozioni e stai cercando di speculare sopra. E la storia insegna che la FOMO costa carissima. Se lo consideri come una piccola assicurazione contro scenari estremi, allora il prezzo di oggi conta meno. Lo compri per la stabilità, non per diventare ricco. Vediamo l’approccio concreto. L’approccio è l’allocazione difensiva minima. Primo, decidi la quota massima. Tra il 5% e il 10% del portafoglio totale. Non di più. È un cuscinetto per gli shock.

Secondo, usa ETC fisici sull’oro. Niente spread del 10% dai rivenditori, niente cassette di sicurezza. Costi bassi e massima liquidità.

Terzo, ribilancia una volta all’anno. Se l’oro sale e diventa il 15% del portafoglio, vendi l’eccesso e compra azioni. Se scende al 3%, comprane un po’. Ti forza a comprare basso e vendere alto in automatico.

Quarto, non guardare mai il prezzo giornaliero. L’assicurazione sulla casa non ti arricchisce, ti protegge. Idem l’oro.

E ora veniamo al punto più importante. Se guardando questo video ti sei reso conto che la tua situazione attuale ti preoccupa, o semplicemente vuoi capire se stai facendo le scelte giuste per proteggere e far crescere il tuo capitale, la cosa migliore che puoi fare è far verificare i tuoi investimenti da un consulente finanziario. Non aspettare che sia troppo tardi.

Se hai perso dei soldi con i tuoi investimenti, non preoccuparti, fortunatamente esiste un metodo per recuperarli e non pagare tasse sulle tue plusvalenze.

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