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La Clean Technology

Con il termine “Clean Technology” si intendono tutti quei processi che riducono od ottimizzano l’utilizzo delle risorse naturali, riducendo l’impatto negativo che la tecnologia ha sul pianeta e sull’ecosistema.

Siamo di fronte a un vero e proprio megatrend, ormai evidente, anche sui mercati finanziari.

Nel mondo ci sono oltre 7,8 miliardi di persone, ogni giorno nascono 385 mila bambini e la popolazione sta crescendo a tassi che, nell’arco di qualche anno, vedranno aumentare il numero delle megalopoli dove gli individui si aspettano di avere cibo sicuro, acqua, aria ed energia pulita.

Il crescente aumento della popolazione porta, però con sé, delle ricadute importanti: la grande quantità di rifiuti, l’inquinamento e la diminuzione delle risorse naturali.

Quindi, come si possono conciliare queste due tendenze che si muovono in direzioni opposte?

Con la responsabilità dell’azione umana e con l’utilizzo della tecnologia che, attraverso l’innovazione, permette di fare più cose con l’impiego di minori risorse e nel rispetto dell’ambiente, in altre parole grazie alla Clean Technology.

Che cos’è la Clean Technology?

Si tratta di un processo, (o di un prodotto o di un servizio) che riduce gli impatti negativi sull’ecosistema per mezzo di un efficientamento energetico e di un approccio sostenibile.

L’efficientamento energetico è la capacità di ottenere un risultato con un dispendio di energia inferiore a quello utilizzato da altri sistemi, aumentandone il rendimento attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate, per ottenere, cioè, una performance migliore a costi più bassi. 

La Clean Technology è un megatrend?

Sì, perché ingloba, in sé, un insieme di forze, evoluzioni ed innovazioni che modificheranno nel lungo periodo, non solo il tessuto economico, ma anche quello sociale.

È importante cogliere i cambiamenti che, con l’aiuto della tecnologia, ed in un’ottica di sviluppo sostenibile, stanno avvenendo in diverse industrie e si ripercuotono anche sulla quotidianità del vivere. Il consulente finanziario è, da questo punto di vista, un aiuto indispensabile per poterli individuare.

Quali sono gli ambiti di riferimento?

La Clean Technology include diverse tecnologie utilizzate in ambiti differenti tra cui: 

• Il riciclo, il recupero dei materiali, per limitare la produzione di rifiuti ed ottenere un risparmio energetico, inserendoli nei processi produttivi; 

• L’energia rinnovabile, le forme di energia che si rigenerano in tempi brevi. Le fonti rinnovabili sono le biomasse, l’energia idroelettrica, quella geotermica, eolica e solare; 

• Il trasporto verde, il sistema di trasporto che non influisce negativamente sull’ambiente: le passeggiate, le biciclette, il car sharing, le bici elettriche e gli scooter, i veicoli ecologici che funzionano con il vento, l’idrogeno, l’energia solare o i biocarburanti e i trasporti pubblici come autobus e le metropolitane; 

• I motori elettrici, dalle automobili agli spazzolini da denti, per renderne più efficiente ed efficace l’utilizzo contenendo l’impatto energetico; 

• La chimica verde, detta anche chimica sostenibile, che riduce al minimo o elimina l’uso e la generazione di sostanze pericolose e l’impiego delle fonti non rinnovabili; 

• Le risorse idriche, la gestione dell’attività di pianificazione, sviluppo, distribuzione delle stesse, su cui pesano le incertezze del cambiamento climatico globale, essendo l’acqua un bene limitato.

Parlare di Clean Technology significa parlare di green economy?

Senza dubbio è strettamente connessa alla “Green Economy”, cioè a quei principi per cui le decisioni economiche dovrebbero essere legate all’ecosistema e ad un utilizzo sostenibile delle risorse naturali.

Un’economia verde mira a ridurre i rischi ecologici e ad uno sviluppo che non degradi l’ambiente.

Il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, l’UNEP del 2011, la definisce come un’economia a basse emissioni di carbonio, efficiente sotto il profilo delle risorse, socialmente inclusiva ed equa.

Perché è importante investire nella Clean Technology?

C’è una conclamata volontà politica, a livello mondiale, di caratterizzare i piani per lo sviluppo futuro con una forte attenzione agli aspetti ambientali e, per coglierne la portata, un confronto con il consulente finanziario aiuta sicuramente a evidenziarne gli aspetti più salienti.

In Europa, la Commissione europea ha varato il Green Deal europeo un piano di investimenti di circa 1.000 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. Anche negli Stati Uniti, con la presidenza Biden, è emersa una vera e propria volontà di finanziare la ripresa verde nel paese: circa 2.000 miliardi di dollari nell’arco di quattro anni, insieme alla decisione di rientrare negli Accordi di Parigi. 

Nelle scelte di investimento non si può non considerare un tale sforzo economico da parte dei governi che avrà, senz’altro, un impatto anche sui mercati finanziari.

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