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Soldi e gioielli in eredità

Come si devono indicare nella dichiarazione di successione, denaro, gioielli e mobilia?

L’Art. 9 del D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, stabilisce, per quanto qui interessa, che denaro, gioielli e mobilia, si presumono compresi nell’attivo “per un importo pari al dieci per cento del valore globale netto imponibile dell’asse ereditario anche se non dichiarati o dichiarati per un importo minore”.

La Cassazione in una pronuncia 2019, ha precisato che tale norma deve essere interpretata nel senso che, il valore presunto di tali beni, comprende anche quanto eventualmente dichiarato dal contribuente, con la conseguenza che è illegittima la pretesa del fisco di calcolare la percentuale presuntiva del 10% sull’attivo ereditario, dopo aver aggiunto il valore dichiarato dall’erede per denaro, gioielli e mobilia.

In presenza, pertanto, di un valore dichiarato inferiore a quello presunto, l’imposta principale di successione deve essere sempre calcolata, per quanto riguarda i beni mobili, sul valore presunto, mentre l’imposta complementare deve essere liquidata sulla differenza fra il valore presunto e quello dichiarato.

Si deve dunque ritenere illegittima la pretesa del fisco di calcolare la percentuale presuntiva del dieci per cento sull’attivo ereditario alla luce di importi dichiarati “superiori” alla suddetta percentuale.

Diversamente opinando, si verrebbe a determinare una doppia tassazione, in quanto il 10% verrebbe conteggiato su somme di denaro già dichiarate.

Vi siete mai trovati, purtroppo, in questa situazione?

Come l’avete gestita? Fatecelo sapere scrivendoci un vostro commento!

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