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Se sei amministratore di una SRL e guadagni più di 50.000€ l’anno, stai pagando il 43% di tasse su ogni euro che supera quella soglia. Una follia se ci pensate… Allo stesso tempo esiste uno strumento legale che taglia quella percentuale quasi della metà. Dal 43% al 25%. Si chiama TFM, Trattamento di Fine Mandato. Ma il risparmio fiscale è solo uno dei tanti benefici che può dare a chi lo sa sfruttare! E in questo video vi mostrerò esattamente come funziona, quanto potete accantonare, e come protegge il vostro patrimonio in modo che quasi nessun altro strumento garantisce. Vedremo come risparmiare tasse in modo legale e allo stesso tempo capitalizzarvi, mettendo da parte un capitale che cresce anno dopo anno. Inoltre, vi mostrerò come utilizzarlo al meglio senza fare errori che potrebbero costarvi problemi con l’agenzia delle entrate!

Ma tornando a noi, cos’è il TFM? Beh, il TFM è il Trattamento di Fine Mandato, ed è per gli amministratori di società quello che il TFR è per i dipendenti. Tradotto in modo semplice: ogni anno la vostra società mette da parte una somma a vostro favore, come accantonamento. Ma attenzione, non finisce nel vostro conto corrente subito! La ricevete alla fine del vostro mandato come amministratore, in un’unica soluzione. Il vantaggio non è solo che accumulate un capitale che nel tempo aumenta di valore… Quei soldi vengono tassati in modo completamente diverso rispetto al vostro stipendio ordinario. E questa differenza, come vedremo tra poco, vale decine di migliaia di euro.

Ma prima di arrivare a questo, c’è una domanda che forse avete in mente…. Come fa uno strumento solo a permettervi di risparmiare tasse, capitalizzarvi e proteggere il patrimonio allo stesso tempo? La risposta vi sarà chiara tra pochissimo! Ma per capirla, dobbiamo partire da un dato che probabilmente non vi aspettate. Il primo aspetto che dobbiamo capire è il vantaggio economico! Come ti ho già accennato in precedenza, un amministratore di SRL con un compenso superiore ai 50.000€ paga il 43% di IRPEF sulla parte eccedente quella soglia.

Quando ricevete il TFM, il fisco non lo mette insieme al vostro stipendio dell’anno. Lo calcola separatamente, con una aliquota molto più bassa. Invece del 43%, il TFM viene tassato con l’aliquota media degli ultimi due anni dell’amministratore, che statisticamente si assesta tra il 23% e il 27%. In pratica su 100.000€ di TFM accantonati nel tempo, questo significa pagare circa 25.000€ di tasse invece di 43.000€. Un risparmio reale di quasi 18.000€. E non è finita. Per la società, ogni euro accantonato a titolo di TFM è un costo deducibile nell’anno in cui viene accantonato, come stabilito dall’Articolo 105, comma 4 del TUIR.

In pratica: risparmiate tasse adesso come società, e risparmiate tasse in futuro come amministratori. Due vantaggi fiscali con uno strumento solo. Ma come funziona esattamente questo strumento? È davvero così sicuro e affidabile? Per rispondere questo prima dobbiamo capire quanto potete accantonare e come farlo nel modo giusto. Il TFM è un accantonamento che la società effettua ogni anno a favore dell’amministratore, che lo riceve alla fine del mandato. La prima domanda che si pone ogni imprenditore è: quanto posso accantonare? Beh non esiste un tetto fissato per legge. L’unico requisito è che l’importo sia congruo e ragionevole rispetto alla redditività della società.

La Corte di Cassazione ha confermato questo principio stabilendo che il TFM è sempre deducibile senza limiti quantitativi imposti dalla legge, purché abbia senso economico. Corti tributarie come la CGT di Reggio Emilia hanno validato TFM stabiliti al 20% e al 30% del compenso annuo, quando la società chiudeva con utili solidi. Un criterio semplice: potete accantonare il 15%, il 20% o anche il 30% del vostro compenso se l’azienda fa utili solidi. Se l’azienda chiude con 50.000€ di utile, non potete accantonarne 40.000€ a titolo di TFM. Il buon senso è il limite reale, se ci pensate.

Ma l’importo è solo una parte della storia. Perché il TFM funziona davvero solo se viene costruito nel modo corretto fin dall’inizio. E c’è un passaggio preciso, che molti ignorano, che se viene fatto in ritardo di anche solo un giorno fa perdere tutti i vantaggi fiscali che abbiamo visto fino ad ora. L’Agenzia delle Entrate lo controlla sempre. Ed è la prima cosa che guarda. Si chiama data certa. Affinché il TFM garantisca la tassazione separata e la deducibilità annuale, il documento che delibera il TFM deve avere una data certa anteriore all’inizio del mandato.

Se vi nominate amministratore oggi e fate il verbale domani, avete perso tutti i vantaggi fiscali. Pagherete il 43% e la società scaricherà i costi solo alla fine del mandato. La soluzione è semplice e non richiede un notaio. Prima di accettare formalmente la carica di amministratore, inviate il verbale che delibera il TFM via PEC alla società. La PEC timbra automaticamente data e ora. Problema risolto. La PEC fornisce una data certa incontrovertibile, riconosciuta dall’Agenzia delle Entrate. Ecco, in questo modo potete assicurarvi tutti i benefici fiscali di questo strumento! Ma ora che abbiamo parlato di cos’è e come utilizzarlo…

Dove conviene davvero accantonare il TFM? Lo strumento più efficiente è una polizza assicurativa a nome dell’amministratore. L’Articolo 1923 del Codice Civile stabilisce che le somme dovute dall’assicuratore al contraente sono impignorabili e insequestrabili da parte dei creditori. Il capitale accumulato nel TFM attraverso una polizza è protetto da eventuali problemi aziendali. Attenzione però: questo strumento funziona solo se lo costruite quando l’azienda va bene. Se la società ha già dei debiti importanti e stipulate la polizza di corsa per mettere i soldi al sicuro, chi vi deve dei soldi può contestarla e farla annullare.

Funziona quando è pianificato. Non come soluzione dell’ultimo momento. Ora avete visto come Il TFM è uno strumento utile per pagare meno tasse mentre i vostri risparmi crescono di valore… Finalmente possiamo dire che sapete cos’è il TFM e come funziona, ma c’è ancora un problema aperto. Sapere come funziona uno strumento non significa saperlo implementare correttamente nella vostra struttura societaria specifica. E un errore nella delibera, nella tempistica o nell’importo accantonato può costarvi tutti i vantaggi fiscali che abbiamo visto oggi.

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