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Il Passaggio Generazionale

La maggior parte degli italiani rimanda le decisioni sulla propria successione, fin quando non è troppo tardi. …e sono i loro cari a doverne pagare le conseguenze. Quello che sto per dirvi è quasi assurdo, ma l’Italia è uno dei paradisi fiscali più generosi d’Europa quando si tratta di successione. La tassa che si applica sul patrimonio che trasferite ai vostri eredi in Francia può arrivare al 60%. In Germania al 50%. In Inghilterra al 40%. In Italia c’è una franchigia di 1.000.000€ a testa, sotto la quale non pagate nulla, e sopra la quale pagate solo il 4%.

Ma anche se può sembrare molto, tra poco vedrete come non sia proprio così come appare. Siamo un paradiso fiscale delle successioni o quasi. Perché se non sapete esattamente come muovervi, il fisco può giocarvi brutti scherzi. E potreste lasciare ai vostri cari un problema burocratico, legale e fiscale che non è affatto semplice da gestire! Tutti prima o poi ci pensiamo. Cosa succede a tutto ciò che abbiamo costruito nella vita quando non ci saremo più? Sono domande che le persone si fanno internamente, ma quasi mai in tempo.

Proprio per questo, oggi vedremo come funziona davvero la successione in Italia e quali strumenti permettono di trasferire il patrimonio riducendo al minimo tasse e burocrazia. Vedremo cosa rischia davvero una coppia giovane se non si organizza in tempo. Vi mostreremo il calcolo che nessuno fa mai, e che in trenta secondi cambia il modo in cui pensate al futuro della vostra famiglia. E vedremo come proteggere il patrimonio non solo dal fisco, ma anche da liti tra eredi e da possibili aggressori esterni.

Quando si parla di successione, molti ragionano così. “Se muoio, i miei figli prendono quello che ho e buonanotte.” Ecco, questo ragionamento è incompleto. Con la franchigia di 1.000.000€ a testa per figlio, confermata dall’Agenzia delle Entrate, la maggior parte delle famiglie italiane non paga un centesimo di imposta successoria. Ma il problema non sono le tasse. Il problema è quello che succede mentre la pratica ereditaria è aperta. I conti correnti vengono bloccati. I titoli vengono congelati.

Iniziano le tensioni, i litigi. Quando un immobile vale 400.000€ ma rimane intrappolato in pratiche ereditarie per mesi o anni, gli eredi possono aver bisogno di liquidità subito senza riuscire ad accedervi. Quindi pensare che basti la franchigia per stare tranquilli è un errore che può costare la sicurezza economica della vostra famiglia. Il primo aspetto che dobbiamo capire è la differenza tra ciò che entra nell’asse ereditario e ciò che ne è escluso per legge. L’asse ereditario è l’insieme di tutto quello che viene trasferito attraverso la successione.

Ci entrano i conti correnti, gli immobili, i fondi comuni, le azioni. Non ci entrano i titoli di Stato. L’Articolo 12 del Testo Unico sulle Successioni stabilisce che i BTP e i titoli di Stato dei paesi della lista bianca non concorrono a formare l’attivo ereditario. Tradotto: se avete 500.000€ in BTP, quei soldi passano ai vostri figli fuori dalla successione. Poca burocrazia, nessuna attesa, nessun conflitto tra eredi. E poi ci sono le polizze vita. L’Articolo 1920 del Codice Civile stabilisce che il beneficiario acquisisce un diritto proprio, separato dall’eredità.

L’Articolo 1923 aggiunge che quei capitali sono impignorabili e insequestrabili: nessuno può bloccarli, neanche i creditori. Immaginate un patrimonio di 600.000€: 200.000€ in BTP, 200.000€ in polizza vita, 200.000€ in fondi comuni. Solo i 200.000€ in fondi entrano nell’asse ereditario. Gli altri 400.000€ passano immediatamente ai vostri figli, poche pratiche, senza attese. Due terzi del patrimonio arrivano come se la successione non esistesse. Ma quello che vale per chi ha già un patrimonio formato non vale per chi lo sta costruendo.

Per la coppia giovane il rischio non è pagare troppe tasse. È non avere nulla da trasferire se succede qualcosa. Prendiamo una coppia con un mutuo aperto che ha stipulato una polizza assicurativa legata al mutuo. Pensano di essere a posto. Ma se guardiamo i fatti, non lo sono. Quel tipo di polizza è quasi sempre strutturata a capitale decrescente, il che significa che il capitale assicurato si riduce nel tempo parallelamente al debito residuo. Se uno dei coniugi viene a mancare, il mutuo si estingue e il debito scompare.

Ma i figli si trovano in una casa senza rate da pagare e senza lo stipendio che entrava ogni mese. Con cosa pagano le bollette, il supermercato, l’università? Secondo i dati dell’ANIA, l’Italia è l’ultimo paese del G7 per spesa pro-capite in polizze caso morte a capitale costante. Pensiamo a una coppia di trentacinquenni, due figli piccoli. Uno dei due porta a casa 35.000€ netti l’anno e viene a mancare. Quella famiglia perde 35.000€ l’anno per i prossimi 25-30 anni. Oltre 900.000€ di reddito evaporati. La polizza legata al mutuo non copre neanche lontanamente questo vuoto.

Per darvi l’idea del risparmio e dei vantaggi che può darvi, facciamo un esempio. Avete 100.000€ investiti, e ogni anno una parte di quel capitale viene assorbita dai costi di gestione del portafoglio. Secondo i dati dell’ESMA, i fondi retail in Europa hanno costi complessivi che si aggirano mediamente tra il 2% e il 3% annuo. Guardate cosa potete fare con quei 3.000€. Una polizza Temporanea Caso Morte da 500.000€ per un trentacinquenne non fumatore in buona salute costa circa 500-600€ l’anno. Fate una polizza per voi e una per il vostro coniuge.

Spesa totale: circa 1.200€ l’anno. Avete appena creato un milione di euro di protezione per la vostra famiglia. E vi avanzano ancora 1.800€. Avete 100.000€ investiti, verificate i costi del vostro portafoglio, e con una parte di quei costi create due polizze da 500.000€ ciascuna. Risultato: 100.000€ di patrimonio più 1.000.000€ di protezione per la famiglia. Da 100.000€ a 1.100.000€ di garanzia totale. Senza tirare fuori un euro in più. Abbiamo visto come trasferire il patrimonio riducendo tasse e burocrazia.

Ma c’è una cosa di cui si parla pochissimo, e che nella nostra esperienza è spesso quella che fa la differenza vera. Quello che succede tra gli eredi. Anche con BTP fuori dall’asse e polizze vita, se non si stabilisce in anticipo chi decide cosa, il patrimonio può bloccarsi per anni. Basta un immobile ereditato da tre fratelli con idee diverse. Uno vuole vendere, un altro no, il terzo vuole affittare. Per qualsiasi decisione serve il consenso di tutti. Nel frattempo, le spese corrono.

Lo strumento che risolve questo problema si chiama trust. Un trust è uno strumento legale con cui trasferite dei beni a un soggetto di fiducia chiamato trustee, con l’obbligo di gestirli secondo le regole che voi stessi avete scritto, nell’interesse dei vostri beneficiari. L’Italia lo riconosce dal 1992 e con il D.Lgs. 139/2024 ne è stato chiarito il regime fiscale: è pienamente regolamentato dal nostro ordinamento. Se uno dei tre fratelli vuole vendere e gli altri due no, il trustee dice no. Questo perché la decisione l’avete già presa voi, quando eravate lucidi e la famiglia era ancora unita. Il trust ha anche un secondo vantaggio: i beni che ci mettete non appartengono più a voi dal punto di vista legale.

Se avete un problema professionale o una controversia, quei beni non possono essere toccati da chi vi fa causa. Attenzione però questo funziona solo se lo costruite prima che ci siano problemi. Se avete già dei debiti importanti e costruite un trust per mettere i beni al riparo, chi vi deve dei soldi può contestarlo e farlo annullare. Accanto al trust esiste uno strumento più semplice: la società fiduciaria, regolata dalla Legge 1966/1939, che gestisce beni in nome proprio ma per conto vostro, garantendo riservatezza patrimoniale. Un’ottima soluzione per blindare il vostro patrimonio! Ora abbiamo visto come funziona il sistema successorio italiano e quali strumenti permettono di trasferire il patrimonio fuori dall’asse ereditario senza tasse e senza burocrazia.

Abbiamo visto che per la coppia giovane il vero rischio non sono le imposte, ma il vuoto di reddito che lascia scoperta la famiglia. Abbiamo visto che la soluzione è già finanziata dai costi che state pagando senza rendervene conto. E abbiamo visto come trust e fiduciarie blindano il patrimonio dalle tensioni familiari e da chi potrebbe aggredirlo dall’esterno. La questione è che, ora che sapete come pianificare il passaggio generazionale, avete ancora un problema aperto. Tutto quello che abbiamo detto oggi funziona solo se il vostro portafoglio è costruito correttamente fin dall’inizio.

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